A MANO LIBERA

La rappresentazione dell’Ultima Cena nella storia dell’arte ha conosciuto molte e diverse interpretazioni: specialmente in campo pittorico. Pur nelle varie espressioni dettate dall’estro, si rivela il messaggio essenziale del racconto evangelico. In scultura questi esempi sono più rari.
Col XXI secolo sono stati superati gli steccati che contrapponevano le avanguardie e la tradizione, e si è scoperta la possibilità di rispettare entrambe con reciproco arricchimento: culture locali e suggestioni artistiche globali, artigianato artistico e ricerca di nuove espressioni.
La frase della Genesi “e Dio disse, facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza” dà all’essere umano la dignità di “imago viva Dei” e l’Incarnazione la ribadisce. Con questa riflessione lo scultore, il pittore o lo scenografo possono azzardarsi a rappresentare con la forza della fantasia poetica fondata sulle Scritture e sulla tradizione, anche l’Ultima Cena.
Oggi né l’astrazione né l’arte figurativa sono nuove. L’obiettivo che si prefiggono i Ferdinando Perathoner Scultori di Ortisei è quello di concentrarsi sull’esperienza intellettuale individuale e sulla dignità di una rappresentazione di immediata leggibilità può risolversi in una nuova armonia, purché vi sia autenticità di ispirazione e non un piegarsi alle mode: aspetto questo importante per l’artigiano che crea sculture completamente a mano libera, offrendo così una “scrittura” personale, per quanto virtuosistica e coerente con la comprensione attuale del simbolo.

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