Allegri o stilizzati, dipende dall’ambiente Chi ha detto che in biblioteca, o nel soggiorno dominato da una grande libreria, il tappeto debba essere serioso? Dipende da come uno intende la lettura: se la sente come punitiva, va bene il tappeto serio che incute soggezione; ma se la vede come un’avventura e un divertimento, allora il tappeto deve essere allegro, colorato, con disegni che fanno sognare. In un arredo tradizionale se la libreria è antica allora, noblesse oblige, anche il tappeto dev’essere antico; ma se lo stile è quello eclettico del mix antico-moderno, allora ci si può permettere tutto, dalle più sofisticate “affinità elettive” alla presenza imprevista che stupisce. Quest’ultima è la tendenza che oggi sembra essere quella vincente. Una indicazione “funzionale” e non estetica per i tappeti in biblioteca è la seguente: più sono grandi e più alto è il loro pelo, più sono fonoassorbenti, una qualità da tener presente.
Tappeto Keshan antico con disegni floreali tipicamente persiani. Adatto a librerie d’epoca. Un tappeto black and white accostato a una libreria completamente bianca. Il suo disegno, volutamente elementare, imita la struttura di un tappeto tradizionale. Che la libreria sia un divisorio è evidenziato dal fatto che il divano le volta le spalle, per rivolgersi alla finestra. Le diverse prospettive rivelano il salone come snodo aperto: una parete è tutta vetro e le altre tre sono mobili o comunque in gran parte apribili. Realizzazione Collgorgot Arquitects. Tratto da CASE DI CAMPAGNA n. 129
Una parete è completamente ricoperta da una grande biblioteca in legno chiaro con soppalco e due scalette: sotto è stato posto un grande Kilim di provenienza caucasica. Il cuore della casa milanese è un salotto classico, elegante, vissuto e dotato di forte personalità. Ogni singolo oggetto è scelto con cura, ha un senso e ci racconta una storia. Realizzazione arch. Giovanni Simonis. Tratto da: 99IDEE AMBIENT n. 27 IL SOGGIORNO
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