Bamboo design Bamboo, rattan, midollino. Dall’arredo all’edilizia. Servizio di: Azzurra Lorenzetto, architetto Sostenibilità, eco-compatibilità, voglia di naturalezza sono i desideri sottesi oggi ad ogni scelta: dai cibi, ai vestiti, all’arredo. E accanto ai materiali plastici tornano in auge il legno cui si aggiungono rattan, midollino, bamboo, vimini e altre fibre naturali. Tra questi particolarmente interessante è il bamboo. Appartiene alle graminacee tipiche delle foreste del sud America che contano una varietà di 1100 differenti specie. Avendo una rapida crescita questo materiale risulta particolarmente eco-compatibile, in 5 o 6 anni è già pronto per essere utilizzato. Questo aspetto è molto interessante se paragonato al legno che invece ha una ricrescita molto più lenta innescando di conseguenza
Utilizzando i prodotti del Guadua in processi industriali si ridurrebbe significativamente l’impatto ambientale delle foreste. I pannelli di bamboo sono sempre più richiesti avendo la texture del marmo (molto liscia e lucida) e l’eleganza del legno. Tenace, durevole, liscio, pulito, non scivoloso e, non meno importante, resistente all’umidità. Il fusto erbaceo della Guada Angustifolia (culmo), in confronto ad altre specie tropicali e sud-tropicali di bamboo è
Questo materiale ha innumerevoli applicazioni soprattutto nell’arredo d’interni andando a delineare anche uno “stile etnico” molto attuale e ricercato nelle case di oggi. Oltre all’utilizzo nei classici campi di manifattura e architettura, dalla fibra di bamboo è stato ricavato un filato dalle sorprendenti caratteristiche che, oltre ad essere un tessuto biodegradabile e naturale, è antibatterico, traspirante, fresco, morbido al tatto e brillante come la seta. Il filato può essere composto da un 100% di fibra di bamboo oppure da un mix tra cotone e bamboo che lo rende più resistente, da considerare che maggiore è il contenuto della fibra di bamboo (circa 70%) maggiore è l’efficacia antibatterica . Il suo utilizzo spazia dall’home textile, all’underwear, allo sports wear, etc. A questo punto viene da chiedersi come mai, un materiale dalle straordinarie caratteristiche e possibilità venga utilizzato così poco. Abbiamo girato la domanda ad un’esperta che ha fatto della ricerca sul bamboo il suo lavoro: Valeria Chiotto dell’associazione Emissionizero. Come mai questo materiale nonostante le sue eccellenti caratteristiche e la sua compatibilità ambientale viene utilizzato così poco? Potrei risponderLe con un’altra domanda… Come mai se il petrolio è così scarso, antiecologico, ecc. ecc., si fanno addirittura le guerre per accaparrarsi il poco che rimane? Eppure ci sono altri tipi di energie molto più economiche e non inquinanti ma la risposta è “il denaro”, “il business”, tutto gira attorno ad esso ed è chi lo possiede che può permettersi di scegliere. Pensi alla carta di bamboo: è davvero interessantissima da tutti i punti di vista. Ha un contenuto sorprendente di cellulosa, richiede pochissimi additivi se non nessuno, ambientalmente sarebbe convenientissimo avere carta di bamboo invece che carta da alberi, ma le cartiere, che già competono per millesimi di Euro, faranno certamente di tutto per opporsi al cambiamento. Cambiare vuole dire rischiare!” E quanto il processo produttivo può interferire sull’eco-compatibilità del materiale? Saggia domanda.
Il processo produttivo è ovviamente “energivoro”. Qualsiasi "lavoro" lo è. Ma nel caso del bamboo ad uso costruttivo, se il bambù viene utilizzato in culmi (fusti n.d.r.), non parliamo cioè di laminato, richiede talmente poco lavoro e quindi poca energia che è stato calcolato che l’LCA (ovvero il Life Cycle Assessment) del bamboo strutturale abbia un impatto ambientale di 20 volte inferiore a qualsiasi altro materiale costruttivo! Compreso il trasporto dai Tropici a qui via nave (quindi trasporto = petrolio = impatto ambientale!). Sembra incredibile, no?! Le sue caratteristiche estetiche si mantengono nel tempo? E quelle meccaniche? Questo è un tasto critico, se esposto a sole diretto e non è protetto in alcun modo scolorisce e sbianca. Perciò va preservato e mantenuto ma come il legno d’altronde. Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche, invece, si mantengono quasi invariate anche in presenza di crack (fessurazioni longitudinali, classiche nel bamboo). Abbiamo fatto ricerca su questo e la stiamo ancora facendo. Quali sono le problematiche per il diffondersi del bamboo in Europa ad uso costruttivo? La reperibilità, per esempio. Le specie adatte alle costruzioni sono circa una decina (sulle 1600 conosciute!) e sono specie tropicali. Ci sono anche fattori culturali, come l’associazione del bamboo alla povertà. Lo si studia e lo si commercia troppo poco perché viene visto come il legno dei poveri. Ma anche a questo livello valgono le stesse considerazioni che si possono fare sulla terra cruda: perché non la si usa di più?!
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