Se questa è una chiesa

Lettera al Direttore

Il volto della chiesa, il ruolo della stampa nel presentarla al pubblico, il carattere specifico dello spazio liturgico.Tanti temi che sono sempre intrecciati e compresenti in ogni progetto pubblicato. Nell’occasione della edizione del più recente volume sulla sua opera, il Prof. Sandro Benedetti ci scrive, sollevando alcuni specifici problemi: risponde il Direttore.

Caro Direttore,
ti invio copia del recente libro in onore della Basilica San Francesco di Paola, che hai segnalato già su CHIESA OGGI architettura e comunicazione. Nei saggi introduttivi si affrontano – insieme alla presentazione dell’Architettura – molti interessanti aspetti dell’arte sacra, con giudizi (della Prof.ssa Maria Antonietta Crippa e del Prof. Mariano Apa) di
particolare peso nella situazione della chiesa contemporanea. Alcune considerazioni in ordine soprattutto al problema,
da Te evidenziato nell’Editoriale del fascicolo n. 73 di CHIESA OGGI architettura e comunicazione, e sottolineato dal testo di Mons. Piacenza, circa la “speciale delicatezza iconica” che deve “rappresentare il rito anche al di fuori della sua celebrazione” (come tu scrivi), conservando “alcune peculiarità che la rendono (la chiesa) immediatamente riconoscibile”, e rispondono altresì “allo spirito del tempo in cui è prodotta” (scrive Mons. Mauro Piacenza). Se questo è vero, e lo è, il fervore approvativo dedicato nel testo alla chiesa di Molè a Roma mi sembra proprio fuori luogo.Tutto è questo edificio
fuorché una chiesa: riconoscibile icona della dimensione religiosa cattolica. Al più potrebbe essere letta come un abile testo architettonico multifunzionale, di tono managerial-globalistico, in cui però la funzione – o meglio la Presenza iconicamente espressa – della dimensione cattolica sparisce: o peggio è banalizzata come Palestra con presbiterio “nascosto” dietro un paravento, o come palla ambigua (cappella feriale). Scusami questa lunga osservazione, che potrebbe essere però svolta molto più a fondo. E scusami delle righe dedicate alla responsabilità orientativa e formativa, che CHIESA OGGI architettura e comunicazione deve avere in ordine al problema della iconicità, riconoscibilità
cristiana delle chiese.

Cari saluti,
Sandro Benedetti

Il complesso di Santa Maria della Presentazione a Roma, progettato dallo Studio Nemesi e pubblicata su CHIESA OGGI architettura e comunicazione n. 73.
Lo scultoreo portale della nuova Basilica di San
Francesco di Paola, progettata da Sandro Benedetti, pubblicata su CHIESA OGGI architettura e comunicazione n. 48.

Caro Prof. Sandro Benedetti,

innanzi tutto grazie per il volume inviato; e poi grazie per le considerazioni con cui lo accompagni. Sono osservazioni di importanza sostanziale e sollevano un problema che accompagna il nostro lavoro dal primo numero. Consci della responsabilità di far circolare immagini e considerazioni sulla chiesa contemporanea, è nostra cura cercare di scegliere i progetti più significativi di cui siamo a conoscenza, in Italia e all’estero. Per questo svolgiamo un continuo lavoro di ricerca: sempre osserviamo nuove proposte, e sempre notiamo il tentativo di innovare o di conservare. Pur se ogni osservazione in un certo senso contiene un giudizio, il nostro obiettivo è evitare di formulare un parere netto: non spetta a noi. Alla stampa spetta di informare e documentare. Non orientare né educare: al di là di una inevitabile scelta che si basa sulla qualità architettonica – consci che anche questa è spesso filtrata dalla soggettività dell’opinione.
La chiesa che citi è da noi commentata con l’intenzione di far leggere il progetto dall’interno, nei suoi fini dichiarati, per quel che è, senza preclusioni – tenendo conto che quella chiesa è stata approvata, e costruita, non da noi, ma dalla Chiesa istituzione, attraverso i suoi responsabili locali. E che insegue un’idea che non sembra priva di interesse, quella della chiesa-piazza: aperta al dialogo – quindi non “tempio” serrato. Qualcosa di sperimentale, e lo sottolineiamo.
Sappiamo che le opinioni spesso divergono: tra gli architetti, ma anche tra i committenti. Variano i gusti e variano le interpretazioni. Variano le sensibilità, ma variano anche gli interessi: mi chiedo a volte quante chiese contemporanee potrebbero sollevare e hanno sollevato critiche riguardo alla riconoscibilità. Chiese anche di grandi autori, magari affermate ormai nella percezione collettiva come modelli di chiesa contemporanea. Il problema è che non abbiamo né un modello, né qualche modello di riferimento. Proprio per questo sembra importante permettere una circolazione di idee. Magari incomplete, magari imperfette, ma sempre idee. Come sembra importante il dibattito, che tu, all’alto della tua non comune competenza, sollevi.

Giuseppe Maria Jonghi Lavarini

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