A Milano nella zona dei Navigli Con i suoi 270 metri quadri l’ambiente ha le caratteristiche del vero loft ed è estremamente luminoso grazie alle superfici chiare. Arch. Monika Unger In una zona paleoindustriale adiacente ai Navigli, entrando da un enorme portone si accede ad una sorta di città nella città: il nucleo nascosto di una serie di piccoli capannoni separati da strade perfettamente ortogonali, ognuno dipinto a colori vivaci in contrasto uno con l’altro. Non sembra di essere a Milano. Qui vive l’architetto Monika Unger, in un loft da lei stessa ristrutturato. Al piano terra si accede all’abitazione da una gran porta vetrata ammorbidita da candide tende. Colpiscono subito la dimensione dello spazio e la sua luminosità, dovuta alla copertura completamente vetrata e alle pareti rigorosamente bianche; anche l’armadiatura continua è dipinta di bianco e il pavimento è un’unica colata di cemento grigio chiaro.
Sul bianco un bel rosso dominante
La casa si fa panorama: lo si può abbracciare dal livello superiore, affacciandosi come dalla tolda di una nave nello I pochi tocchi di colore sono dati dal rosso aranciato di alcuni oggetti: poltroncine, cuscini e il letto di Cassina, oltre al rettangolo policromo alla parete sopra il divano. L’intensità dei rossi appare quindi galleggiare nel generale biancore: non vi si perde né vi predomina, bensì segna l’ambiente definendo in esso momenti di pausa, emergenze di significativa energia coloristica che diventano immediatamente luoghi. Grazie a queste rosse presenze gli ambienti sono goduti nella loro intera complessità, nell’aulica articolazione data dai due livelli aperti entro l’unico grande spazio a tutta altezza. Il predominante “peso” cromatico del rosso soverchierebbe il bianco, se diffuso in quantità maggiore, ma resta così contenuto entro un equilibrio gradevole e ricco di significato.
|