Un soggiorno in verticale

A Milano in zona Navigli

Una ex fabbrica di giocattoli in prossimità della zona Navigli è stata trasformata in un open space a vari livelli. Autori del progetto un team di giovani architetti.
An old toy factory near the Navigli area of Milan has been converted into an open space residence on various levels. The designers are a team of young architects.

Progetto: Studio Raboni Della Giusta
Servizio di: Davide Bossi
Foto di: Athos Lecce

Soffitti altissimi, volumi verticali da riempire, sfruttare, organizzare, ampie finestre da valorizzare. Parte da tale prospettiva il progetto dello studio Raboni–Della Giusta per questo appartamento elegante e razionale in zona Navigli a Milano. Gli ampi spazi in altezza presenti nella costruzione (una ex fabbrica di giocattoli riconvertita a fini abitativi) hanno permesso di sviluppare una soluzione “in verticale” con le stanze che vanno ad affacciarsi l’una sopra l’altra. Il living al piano terra è arioso e adatto alla conversazione; nella zona pranzo vi è un lungo tavolo (su disegno di Lazzaro Raboni)
fatto con assi di recupero poggiate su due piatte in ferro, elegantemente apparecchiato con un servizio zen di DBliving.

Il rivestimento in legno è in multistrato marino di mogano,
lo stesso usato per le barche di qualità.

Very high ceilings, vertical volumes to be filled, exploited, and organised, and large windows to make the most of, this is the starting point for the project by Raboni-Della Giusta for this elegant and rational apartment in the Navigli area of Milan. The high spaces present in the building (an old toy factory converted for residential use) have led to a vertical design where rooms are placed above each other. The living room on the ground floor is airy and suitable for making conversation; a long table in the dining area (Lazzaro Raboni design) has been made with salvaged planks that rest on two iron plates; it has been elegantly set with a Zen dinner service by DBliving.

Alcuni “pezzi” storici del design italiano sono disseminati con nonchalance negli
spazi aperti per la conversazione.

Nella zona conversazione vi sono delle comode poltrone degli anni ‘80 e una anni ‘40 poste in circolo di fronte al
camino, il quale è rifinito in cemento a vista con canna in lamiera zincata e cornice in ferro come predilige lo stile dei
due progettisti. Da qui parte una mensola in lavagna levigata che taglia con un netto tratto scuro la parete fino alla
scala che conduce al soppalco.

L’importanza del soppalco

In un interno giovane e non formale (nel mondo della moda si direbbe casual) lo spazio tipo “scatola” senza articolazioni non è certo il più adatto. Quando (come in questo caso) i vari componenti dell’arredo non sono coordinati tra loro, ma liberi e dotati ognuno di una spiccata personalità, è bene che ci sia uno spazio altrettanto vario, con piani, prospettive e percorsi mutevoli, in modo che percorrendo la casa la visione cambi, risultando sempre stimolante e mai ripetitiva. Nel caso il movimento sia dato da un soppalco, viè sempre un alto elemento su cui contare: la scala

The conversation area has two comfortable armchairs from the 1980s and one from the 1940s placed in a circle in front of the fireplace that has been finished with unpainted cement, a zinc-coated flue, and an iron frame, all of which reflect the style of the designers. From this point a shelf in polished slate cuts across the wall with a neat black strip all the way to the staircase that leads to the suspended platform.

Nelle foto: poltrona in legno di Alvar Aalto, prod. Artek; poltrone “Bambola” in pelle di bufalo di Mario Bellini, prodotte da Cassina; librerie Lips-Vago; lampade Nuova Seminara; tavolino con piastrelle di Agrob Buchtal; oggettistica di DBliving.

Armchair in wood by Alvar Aalto, by Artek; ‘Bambola’ armchair in buffalo leather by Mario Bellini, produced by Cassina;
Lips-Vago bookcases; Nuova Seminara lamps; small table with tiles by Agrob Buchtal; gifts and fancy good by DBliving.

Di sopra trovano posto lo studio del padrone di casa, con la scrivania in frassino laccato nero recuperata e riattualizzata, e la sua ricca biblioteca che divide lo spazio in due creando una zona protetta dove rilassarsi e riflettere.
Nel c
omplesso la casa risulta ariosa e confortevole, spaziosa e ben articolata. Lo sviluppo verticale permette di sfruttare
gli spazi vuoti creando nicchie decorative e comodi e ampi ripostigli. La struttura in putrelle di ferro sorregge sia il rivestimento in legno, sia la scala che conduce al piano superiore.

In Edicola

The landlord’s studio is situated above. It has a black lacquer desk in salvaged ash wood, and an elegant bookcase that separates the space in two, creating a secluded area in which to reflect and contemplate. Overall, the house is airy, comfortable, spacious, and well organised. The vertical design makes it possible to use empty spaces and create decorative niches and spacious closets. The girder structure supports both the wooden covering and the staircase that leads to the upper floor.

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