A Cantù, arredare tra i mobilifici La presenza dei cactus porta la fantasia a compiere il salto: le calde tonalità e le accoglienti forme degli arredi diventano l’occasione di forti emozioni. Arch. Federica Baroni e Walter Vercellini È come un angolo fascinoso del deserto, ma una porzione di deserto ubertoso, come se ne trovano in alcuni luoghi in Algeria o in Messico; così il cactus risulta decisamente in linea con l’ambientazione generale. …Ogni cosa nella tonalità e sfumatura del marrone terra bruna…
C’è qualcosa che sa di primitivismo nel tappeto e nelle immagini che compaiono nei quadri, ma la raffinata esecuzione Ottenere linearità di segni e materiali all’insegna del rigore estetico È come il dilatarsi di un color terra in molteplici variazioni addomesticate nel legno e nel cuoio. Il potere suggestivo di queste coloriture sa trasmettere la calma pacatezza di una lussuosità non sgargiante. Le visioni che evocano questi arredi riconducono alla temperie “etnica” che deriva dagli echi di terre lontane, ma la fattura si avvale della raffinatezza tipica della grande produzione italiana: intramontabile, capace di recepire suggestioni e echi diversi, tramutandoli in forme consapevoli sempre di una destinazione adatta all’uso quotidiano, nel segno della comodità e della raffinatezza estetica. La lampada da terra trova la sua ragion d’essere non tanto nella necessità luministica – bene assolta da altre fonti – ma dal valore emblematico che acquisisce nel contesto: la sua sfericità ricorda il sole splendente su questo scenario disegnato con equilibrio e fantasia.
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